Ai microfoni di Mattino Cinque, un negoziante di Napoli ha espresso tutta la sua esasperazione sul tema cashback. Ecco cosa è successo.

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Il cashback, con tutti i suoi pro e contro, è partito.

Sono tre le questioni che sembrano penalizzare l’iniziativa volta a far aumentare gli acquisti con moneta elettronica: il funzionamento della app Io, le misure restrittive di dicembre che portano a discentivare gli acquisti nei negozi favorendo l’online, e i dubbi  dei commercianti relativi al tema delle commissioni bancarie.

Un negoziante, intervistato da Mattino Cinque, ha espresso il suo parere sul cashback: “E’ una bella iniziativa ma alla fine mi sembra più un vantaggio che riusciranno ad avere le banche”.

Dello stesso parare è Carlo Alberto Carnevale Maffè,  in collegamento con la trasmissione di Canale 5, il quale ha dichiarato che: “I soldi da restituire ai cittadini sono al massimo 227 milioni e visto che gli iscritti al servizio sono parecchi milioni rischiamo di arrivare al massimo al 5% e non al 10%”.

Cashback: la commovente lettera del negoziante di Treviso a Conte

Un imprenditore Trevigiano di 38 anni ha scritto una lettera aperta al premier Giuseppe Conte per esprimere le difficoltà che sta incontrando da quando è stato introdotto il cashback.

Caro Presidente del Consiglio,

sono un commerciante di 38 anni, ligio nel pagare le tasse relative alla mia attività, facendo sempre e comunque lo scontrino a tutti i miei clienti, sono anche sempre stato favorevole ai pagamenti elettronici poiché nel 2020 credo siano diventati indispensabili. Oggi purtroppo le scrivo perché mi trovo in enorme difficoltà nel poter accettare la nuova forma di pagamento promessa dal suo governo tramite la app IO.

Un negozio come il mio ha un utile, al netto delle tasse ma al lordo delle spese, inferiore al 9%. Ovvero, su 100€ che incasso mi restano meno di 9€ per pagare le spese e l’eventuale stipendio (che non riesco a pagarmi). Ora, quando accetto un pagamento bancomat spendo 0,40 € mentre se accettassi l’utilizzo del Cashback dovrei pagarne 2,90 €.

Detto in parole spicce: per restituire agli acquirenti il 10% delle spese, state chiedendo a me (ed a tutti i negozianti con i miei ricarichi) di pagare circa il 30% dell’utile. Forse non ve ne siete resi conto, ma noi piccoli negozianti non possiamo permettercelo. Se come vuole il nostro governo, presidente Conte, tutti utilizzassero questo bel sistema tracciabile, io dovrei pagare circa 5.700 € in più all’anno. Sono felice che per molte persone questi siano spiccioli, ma io 5.700 € che mi avanzano non li ho mai visti. Le chiedo dunque, come posso fare ad accettare e sostenere le Sue scelte e quelle del Governo se mi portano solamente a fallire come imprenditore?

Dicevate che sarebbe stato meno costoso ed invece avete moltiplicato per 8 il costo. Vorrei mi spiegasse come posso guardare la mia bellissima figlia, nata 20 giorni fa, e sperare di darle un buon futuro. La prego di rendersi conto di quanto pesa la commissione su un negoziante e possa fare qualcosa a riguardo l’anno prossimo le attività sopravvissute al Covid saranno state ammazzate dal sistema di pagamento da Lei approvato.

Con tutto rispetto e molta fiducia, grazie.

Lettera firmata

PS. Allego tabella per far capire con più precisione i calcoli fatti che in questa lettera sono leggermente approssimati.

INCASSO 100 €

COSTO MERCE 58,97 €

IVA 18,30 €

IRPEF 6,21 €

INPS 7,59 €

UTILE LORDO 8,93 €

CASHBACK 2,90 €