Duro sfogo di una imprenditrice di Assisi in diretta tv a “Dritto e Rovescio” in un confronto con l’ex ministro Lorenzin:”Siamo famiglie e non semplici codici ad 11 cifre”.

dritto e rovescio
Un momento del confronto. Fonte: video account twitter Dritto e Rovescio.

Lo sfogo è di quelli anche comprensibili in una situazione di crisi economica epocale e con l’approssimarsi del periodo festivo, periodo che per molti imprenditori rappresenterebbe un momento di recupero.

In diretta da Assisi, al microfono dell’inviato di “Dritto e Rovescio” Gianmaria Pica, una imprenditrice umbra ha spiegato la sua situazione:”Chi rischia non solo le fiere al coperto ed i mercati settimanali ma sono le fiere patronali che si svolgono in Italia una volta l’anno. Da marzo ad oggi non si sono svolte. Siamo da dieci mesi fermi, senza sapere come si ripartirà”.

La donna mostra in favore di telecamera quella che sarebbe dovuta essere la sua agenda degli eventi patronali a cui intervenire:”Questa è la mia agenda, marzo, aprile e maggio, tutto annullato, ci vuole tanto a capire che le aziende vanno ristorate in base al fatturato? Fortunatamente l’Umbria non è stata zona rossa, ma invece paradossalmente dovevano sperare che fosse rossa per avere due spiccioli”.

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Dritto e Rovescio, lo sfogo in diretta:”Non siamo codici a 11 cifre ma famiglie”

L’imprenditrice di Assisi insiste nel richiedere ristori solo in base ai fatturati:”Perchè voi al Governo li avete questi dati, sapete tutto. Lorenzin lei dice che sta togliendo le tasse non è vero, questo pos l’ho comprato l’anno scorso nuovo perchè doveva essere adeguato all’invio telematico adesso bisogna spendere circa 300 euro per abilitarlo alla lotteria degli scontrini. Ma vi rendete conto a cosa pensate? Alla lotteria degli scontrini! Questi 300 euro se volete che ci abilitiamo li dovete pagare voi. Abbiamo ammucchiato un pacco così di cartelle, cosa facciamo ce le mettiamo da parte così sarete anche capaci di dirci che siamo stati non congrui e coerenti? Non siamo solo un codice ad 11 cifre ,noi siamo famiglie!”.