Circa 3,45 milioni i conti correnti detenuti da italiani all’estero con una ricchezza di 200 miliardi di dollari. Ci sono quelli che hanno dichiarato tutto ma anche quelli che hanno conti nei paradisi fiscali.

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Un esercito di 3,45 milioni di conti correnti italiani detenuti all’estero con 200 miliardi di dollari che vi sarebbero stati versati, almeno stando ai dati del sistema multilaterale di scambio automatico di informazioni (Common Reporting Standard) che è il sistema dell’Ocse che raccoglie oltre 100 Paesi del mondo per le attività di controllo anti evasione.

Tra questi italiani ci sono sicuramente persone che hanno versato tutto il dovuto ed effettuato una dichiarazione dei redditi cristallina, quelli che vivono all’estero e hanno aperto un conto presso le banche delle città di residenza ma ci sono anche quelli che hanno conti nei cosiddetti paradisi fiscali.

I controlli sono in capo all’Agenzia delle Entrate, ci vorrebbero molti mezzi ed uomini per tutte le verifiche e spesso non si arriva all’obiettivo. Eppure gli strumenti ci sono. Proprio l’Agenzia delle Entrate, in un provvedimento ufficiale dello scorso 6 novembre, ha annunciato l’invio delle lettere di compliance per specifiche tipologie di conti correnti ma riferiti al 2017.

Obiettivo del provvedimento è la “promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, le attività finanziarie detenute all’estero nel 2017, come previsto dalla disciplina sul monitoraggio fiscale, nonché gli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere”.

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Evasione in Italia: una montagna da 110 miliardi

Sfiora i 110 miliardi di euro il totale dell’evasione tributaria e contributiva in Italia. La fetta maggiore del denaro sottratto alle casse dello Stato è legata alle tasse, pari a oltre 96 miliardi di euro. Inoltre mancano all’appello poco più di 11 miliardi riferiti ai contributi previdenziali.

È quanto emerge da un’analisi condotta dal Centro studi di Unimpresa secondo la quale il Fisco non riesce a incassare, inoltre, 5 miliardi di Imu (imposta municipale sugli immobili ) e 1,7 miliardi di accise sui prodotti energetici. In totale, quindi, ogni anno mancano alle casse dello Stato 107,3 miliardi di euro. Soldi sottratti alla collettività.