Trovarsi in coda in autostrada non è un evento così scontato. Ma cosa si può fare se per quella coda abbiamo perso una grande occasione per la nostra vita?

autostrada rimborso
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La maggior parte delle volte associamo la richiesta di rimborso ad un evento, come il ritardo del treno o dell’aereo, proprio perché stiamo usufruendo e pagando un servizio che deve consentirci di essere in un determianto posto ad un orario determinato.

Ma quando ci troviamo alla guida della nostra auto, in autostrada, e a causa di un ingorgo non riusciamo ad essere in tempo in un determianto posto (un colloquio, una riunione di lavoro) si può chiedere il rimborso?

I gestori delle autostrade non hanno alcun obbligo di risarcire i clienti, tranne in un caso. Quale?

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Ingorgo in autostrada: spetta il rimborso?

I casi per cui può essere chiesto il rimborso del pedaggio dell’autostrada sono:

  • evento meteo straordinario;
  •  incidente stradale.

Non tutti ne hanno diritto, in quanto il rimborso è riconosciuto ad un’unica categoria che ha diritto alla riduzione del prezzo del pedaggio: gli autotrasportatori con veicoli di classe Euro 3 o superiore appartenenti alle classi B3, B4 e B5.

In Parlamento, però, si sta discutendo su un disegno di legge relativo a questo argomento.

In particolare, si tratta di riconoscere il diritto ad uscire dell’autostrada senza pagare alcun pedaggio quando il blocco, o il rallentamento della circolazione, superi le tre ore. In questo caso la proposta di legge prevede l’apertura dei caselli e la libera uscita per i veicoli.

Le spese del pedaggio sono spese per comprire i costi di manutenzione che l’autostrada comporta: rifacimento del manto stradale, gallerie, messa in sicurezza di ponti e viadotti.

Anche l’autostrada, inoltre, è fornita di segnaletica sia verticale che orizzontale, nonché di pannelli di segnalazione luminosi.

Tutte queste spese rendono, quindi, necessario il pagamento del pedaggio, purtroppo anche in caso di disservizio, salvo il caso estremo del rimborso.