In Italia, sono previste diverse formule per accedere alla tanto desiderata pensione. Alcune di queste danno la possibilità ai contribuenti di astenersi dall’attività lavorativa già a 57 anni.

pensione
fonte pixaby

Nel nostro sistema giuridico un lavoratore, in via ordinaria, può ritirarsi dal mondo del lavoro in presenza di due requisiti:

  • aver compiuto almeno 62 anni di età;

  • aver versato almeno 38 anni di contributi;

con una finestra mobile di tre mesi per i lavoratori del settore privato e per il settore pubblico.

Sono, poi, previste delle formule di pensionamento anticipato per le quali sono necessari dei requisiti extra, rispetto all’età anagrafica e a quella contributiva, che consentono di sfruttare il maxi-scivolo e andare in pensione a 57 anni.

Chi non ha sentito parlare di Quota 100, RITA e Opzione Donna? Queste sono solo alcune delle opzioni che consentono di andare in pensione a 57 anni. Ma quali sono le altre? Che requisiti sono necessari?

LEGGI ANCHE >>> Reddito di emergenza, al via domande per altre due mensilitàcome fare

Pensione: le formule che permettono di uscire dal mondo del lavoro a 57 anni

 

pensione
Fonte pixaby

RITA, Rendita Integrativa Temporanea Anticipata:

Questa formula consente, a tutti coloro che appartengono alle categorie protette o che risultano iscritti al fondo di pensione complementare, di andare in pensione a 57 anni.

In pratica, chi vorrà andare in pensione prima potrà vedersi liquidare prima la RITA e, una volta raggiunto il requisito dell’età anagrafica stabilito, accedere alla formula standard della pensione di vecchiaia.

OPZIONE DONNE:

E’ la formula prevista per le donne italiane di andare pensione in anticipo. I requisiti per accedervi sono quelli di aver ottenuto effettivamente 35 anni di contributi versati e di aver compiuto i 58 anni nel caso di lavoratrici dipendenti, e 59 anni, nel caso di lavoratrici autonome, entro e non oltre il 31 dicembre 2019.

LA QUOTA 100:

La Quota 100, approvata con decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, è probabilmente la formula pensionistica più dibattuta dal Governo Italiano.

Possono accedere alla Quota 100 tutti i lavoratori appartenenti alle categorie di autonomi, dipendenti o parasubordinati che abbiano maturato almeno 38 anni di età contributiva e che abbiano compiuto almeno 62 anni al momento della richiesta di pensionamento anticipato.

ATTENZIONE! Possono usufruire della Quota 100 soltanto i lavoratori che risultano aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi durante il periodo temporale che va dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2021.

Ma cosa accadrà quando il 31 dicembre 2021 scadrà la formula Quota 100?

IL Governo si sta già adoperando, 3 sono le proposte in ballo: la quota 41, la quota 98, e la quota 102.

Quota 41:

La Quota 41 consentirebbe di accedere alla pensione indipendentemente dall’ età anagrafica purché si goda di un’età contributiva di almeno 41 anni.

Questa ipotesi farebbe fa si che tutti i lavoratori precoci possano accedervi indipendentemente dall’età anagrafica raggiunta.

QUOTA 98:

Se la quota 41 era considerata la più papabile sostituta della Quota 100, ad oggi, sembra molto più vicina la possibilità di introdurre la Quota 98.

La Quota 98 riguarda, però solo i lavoratori disoccupati, lavoratori invalidi, caregivers o lavoratori gravosi. Questi, infatti, avranno la possibilità di scegliere un’uscita anticipata all’età di 62 anni, purché siano caratterizzati da un’età contributiva di 36 anni.

L’introduzione della Quota 98 escluderebbe tutta la categoria di lavoratori occupati e non appartenenti alle categorie protette, per questi potrebbe prospettarsi un’ulteriore formula, quella della Quota 102.

Con la Quota 102 verrebbero fissati come requisiti necessari per poter richiedere la pensione anticipata: un’età anagrafica minima pari a 62 anni e un’età contributiva sempre pari a 38 anni, proprio com’è fissata ora con la formula della Quota 100.

Ad oggi, il Governo Italiano sembrerebbe sempre più convinto di introdurre la Quota 102, che porterebbe ad un risparmio al sistema pensionistico di quasi 11 miliardi di euro all’anno.

LEGGI ANCHE >>> Imposta di successione, quando non pagarla? Ecco, i motivi di esonero