Per consentire ad oltre 100 mila rivenditori l’accettazione di pagamenti con Bitcoin e altre criptovalute, BitPay, servizio di pagamento blockchain, ha stretto una partnership con la piattaforma commerciale open source Poynt.

“Con questa nuova partnership vogliamo creare un maggiore numero di strutture per offrire Bitcoin e criptovalute come metodo di pagamento”, ha dichiarato Bill Zielke, CMO di BitPay. “Nel prossimo anno vogliamo vedere sempre più aziende che adottino le valute digitali”.

Poynt si definisce come “sistema operativo open-source” che offre a trader e sviluppatori la possibilità di integrare applicazioni di terze parti. Nell’ultimo anno, la piattaforma è riuscita a raggiungere un volume di pagamenti pari a 9 miliardi di dollari, provenienti da organizzazioni locati in oltre 200 Paesi.

Se questa partnership avrà il successo sperato, l’economia circolare basta su Bitcoin e criptovalute crescerà sicuramente, con gli utenti in grado di poter spendere il proprio denaro virtuale in differenti modi.

Gli ostacoli, però, non mancano. Le piattaforme di scambio stanno affrontando sfide normative sempre più impegnative. Recentemente Bottlepay, startup di pagamenti Bitcoin, è stata costretta a chiudere a causa delle severe norme introdotte dall’Unione Europea.

Poi c’è l’eccessiva volatilità di Bitcoin e altre criptovalute, che servizi come BitPay cercano di mitigare soprattutto per i fornitori. “La nostra piattaforma verifica soltanto i fondi e accetta i bitcoin. Non detenendoli, siamo totalmente protetti dalla volatilità dei prezzi”, ha puntualizzato Zielke.

A differenza di multinazionali tradizionali come Visa e Mastercard, BitPay offre costi inferiori, accesso rapido ai nuovi clienti e l’invio e la ricezione dei pagamenti in ogni parte del mondo in modo rapido e semplice. L’unica cosa che resta da fare è trovare modi per incentivare l’utilizzo delle criptovalute tra i consumatori.