Le Isole Cayman entrano nella lista nera dell’UE dei paradisi fiscali stranieri, unendosi a Oman, Figi e Vanuatu. E’ il primo territorio britannico d’oltremare ad essere nominato da Bruxelles per non essere riuscito a reprimere l’abuso fiscale. La decisione è stata presa ad inizio settimana ed arriva un mese dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE. I ministri delle finanze europei confermeranno la decisione quando si incontreranno a Bruxelles la prossima settimana.

Lo status delle Isole Cayman e delle Isole Vergini britanniche è stato oggetto di revisione da parte dell’UE questo mese. Entrambe sono stati inserite in una “lista grigia” che dà alle autorità il tempo di introdurre una legislazione per affrontare le carenze fiscali individuate da Bruxelles.

I funzionari hanno affermato che le Isole Cayman non hanno approvato una legislazione che affronti adeguatamente le preoccupazioni relative alle società che chiedono agevolazioni fiscali, ma che non hanno una presenza economica sufficiente sull’isola. Un funzionario dell’UE ha affermato: “La legge, approvata lo scorso anno, è stata giudicata “carente”. Inoltre, abbiamo chiesto al territorio di adeguare la propria legislazione sui fondi di investimento per avvicinare le norme locali a quelle dell’UE”.

L’UE creò l’elenco nel 2017 come tentativo di esercitare pressioni sui Paesi affinché reprimessero i paradisi fiscali e la concorrenza sleale. Quelli nella lista nera stanno incontrando difficoltà ad accedere ai programmi di finanziamento dell’UE, mentre le aziende europee che operano in tali giurisdizioni devono adottare ulteriori misure di conformità.

Le tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e UE sono aumentate dopo l’aggiunta di tre territori statunitensi d’oltremare. Bruxelles sostiene che tali mosse hanno portato alla riforma fiscale e ad una maggiore trasparenza in oltre 20 Paesi. La lista nera, che viene costantemente rivista, si è ridotta dai 15 paesi nel 2018 agli attuali otto.