Giovedì avverrà la prima riunione per discutere di riforma fiscale, convocata dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Le parole d’ordine saranno calo della pressione e semplificazione. A partecipare ci saranno esponenti dei partiti di maggioranza e parti sociali. L’intento è quello di definire una legge delega da presentare in Parlamento entro il mese di aprile. Se sarà così, la riforma partirà già a gennaio 2021.

Il nodo cruciale sarà la riforma dell’Irpef, che vede i partiti di maggioranza divisi sulle modalità, con qualcuno che vuole dare vita ad una rimodulazione dell’IVA per una più ampia riforma fiscale.

Luigi Marattin, capogruppo di Italia Viva, ha dichiarato: “La riunione di giovedì ha come obiettivo rivedere completamente IVA e Irpef. Le idee sul tavolo saranno tante, ma bisogna trovare quella giusta per indirizzare tutte le risorse reperibili nella legge di bilancio 2021. Il fisco va alleggerito e semplificato, ma per farlo ci vuole coraggio”.

Il Movimento Cinque Stelle vorrebbe una riduzione delle aliquote Irpef da 5 a 3, con annessa revisione degli scaglioni e senza toccare l’IVA; invece il PD soltanto una riduzione delle prime due aliquote. Tra le altre ipotesi, la più interessante è l’aliquota progressiva del modello tedesco, che sale quanto aumenta il reddito.

Non sarà facile mettere mano all’Irpef, soprattutto se verranno penalizzate alcuni voci di spesa per ridurne altre. Un’ipotesi parla di recuperare sui beni voluttuari per avvantaggiare fasce deboli e famiglie. Poi c’è il capitolo IVA, che il governo dovrà affrontare. Le clausole di salvaguardia previste per il 2021 dovranno essere erose. Nell’ultima legge di Bilancio, i rialzi IVA sono stati scongiurati grazie alla leva del deficit, che ha però spostato l’aumento delle aliquote al 2021.