Gli interessi pagati dalle banche europee alla BCE ammantano a 25 miliardi di euro. Tra le più penalizzate le banche della Germania, seguite da quelle della Francia. Le analisi, rilasciate da Deposit Solution, si riferiscono al periodo 2014-2019.

Per quanto riguarda gli istituti di credito italiani, i trasferimenti pagati alla BCE sono il 4,1%, con interessi negativi del valore di 1 miliardo di euro. Il sistema bancario italiano è uno dei maggiori beneficiari del sistema di stratificazione a due livelli previsti dalla BCE, creato per smorzare l’impatto che gli interessi negativi esercitano sulle banche.

Cos’è il sistema di stratificazione? In pratica, le riserve depositate presso la BCE e che sono sei volte maggiori a quella minima obbligatoria sono esenti dal tasso di interesse negativo. Nel novembre del 2019, il sistema mostrava che le banche italiane hanno il 78% di eccesso di liquidità.

Sempre nello stesso periodo, l’eccesso di liquidità delle banche tedesche ammontava a 640 miliardi di euro, ben superiore alla soglia minima di 224 miliardi di euro. Invece, le banche italiane, a fronte di un’esenzione pari a 108 miliardi di euro, presentava eccessi di deposito pari a 139 miliardi di euro. In altri Paesi, come Spagna e Portogallo, le quote sono più alte degli eccessi di deposito.

Nel caso in cui la riduzione dei tassi di interesse arriva a 10 punti base, gli addebiti aggiuntivi sono di circa un miliardo di euro.

Deposit Solutions ha presentato il suo studio durante il World Economic Forum di Davos, il quale ha mostrato in che modo gli oneri collegati ai tassi di interesse negativi si creano nella zona euro. Come detto sopra, lo studio ha dimostrato come l’aumento di 10 punti base determina oneri aggiuntivi di 1 miliardo di euro e, al contrario, la sua diminuzione riduce la medesima cifra.