Torna a ricoprire l’incarico di guida dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, già ricoperto durante i governi Renzi e Gentiloni. La decisione, presa dal Consiglio dei Ministri, pone fine alla situazione di stallo in cui si trovava l’Agenzia, che poteva avere delle serie ripercussioni sui conti pubblici.

Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate, in questo senso, è fondamentale. La lotta all’evasione fiscale deve assolutamente garantire alle casse statali 3,2 miliardi di entrate, che si dovrebbero aggiungere ai 14 miliardi già previsti per tenere i conti a posto. Per farlo, l’Agenzia ha bisogno di un nuovo vertice, dopo quello precedente era scaduto a seguito del meccanismo dello spoil system. Naturalmente, affinché quello nuovo entri a pieno regime bisognerà ancora aspettare almeno un mese, se non due.

Ma chi è Ernesto Maria Ruffini? Nato a Palermo 51 anni fa, è un avvocato tributarista politicamente legato a Gentiloni e Renzi. Prima di ritornare alla guida dell’Agenzia delle Entrate, stava ricoprendo il ruolo di responsabile presso la sede romana dello studio tributarista Falsitta.

Durante il governo Renzi, con cui è particolarmente legato, Ruffini divenne Amministratore Delegato di Equitalia. Con l’avvento nel 2017 del governo Gentiloni, e grazie alle pressioni di Renzi, diventò direttore dell’Agenzia delle Entrate, annunciando che nei prossimi cinque anni ci sarebbero stati dei cambiamenti, come la sostituzione del modello 730 con le precompilate delle Entrate. Con l’insediamento, nel 2018, dell’esecutivo giallo-verde, lasciò il timone dell’Agenzia delle Entrate a Antonino Maggiore, generale della Guardia di Finanza. Adesso che è tornato, i piani del Fisco non cambiano: combattere a tutto campo l’evasione fiscale.