Domani le Agenzie delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli sul territorio nazionale fermeranno le attività dalle 10.00 alle 12.00 per protestare contro la carenza di personale, la quale non garantisce l’espletamento dei servizi a favore dei cittadini. Non finisce qui: il prossimo 6 febbraio è prevista una manifestazione nazionale sotto il ministero dell’Economia e delle Finanze. Stessa cosa accadrà in altre città italiane.

Il blocco prima e lo sciopero successivamente sono stati voluti dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp per attirare l’attenzione del governo su un fisco più giusto e totalmente al servizio dei cittadini.

Già da tempo è in atto lo stato di agitazione da parte dei dipendenti delle Agenzie, spesso costretti a fare lavoro extra a causa della carenza di personale. “Se già è difficile coprire i servizi essenziali, figurarsi a combattere l’evasione fiscale”, si legge nella nota rilasciata dai sindacati. I dipendenti protesteranno anche contro la mancata ricezione del salario di produttività, fermo da circa due anni, a cui vanno aggiunti i tagli dei fondi per gli stessi.

Una situazione di difficoltà che va avanti ormai da anni e i sindacati non sono più disposti ad attendere oltre. “Il Governo aveva promesso soluzioni, che sarebbero state introdotte nella Legge di Bilancio nell’ambito del decreto fiscale. Invece, con la riunione del 10 dicembre con il Viceministro Misiani saltata, le promesse fatte per noi sono completamente disattese”.

L’attacco “implicito” al Governo non si ferma qui: “I nostri governanti continuano a sfilare sulle passerelle televisive parlando di un 2020 come anno della lotta finale all’evasione fiscale, che farà entrare nelle casse statali circa 3 miliardi di euro. E’ un’utopia soltanto pensarlo, figurarsi affermarlo. Prima di investire nella macchina fiscale, il Governo avrebbe dovuto farlo per il lavoratori”.