A dicembre 2019, la proposta della Banca Mondiale di continuare a concedere prestiti alla Cina ha suscitato preoccupazione nei circoli politici di Washington. David Malpass, sottosegretario al Tesoro degli Stati Uniti, ha messo in dubbio il motivo per cui la Banca mondiale lo stava ancora facendo, sebbene le sue opinioni siano cambiate da quando è stato nominato presidente della Banca mondiale.

La saggezza convenzionale suggerisce che la Cina, in quanto seconda economia più grande del mondo con 3 trilioni di dollari in riserve estere, non ha più bisogno di prendere in prestito dalla Banca mondiale. Ma la realtà è esattamente il contrario. Prendere in prestito dalla Banca mondiale non ha solo un senso economico per la Cina, ma è anche vantaggioso per la stessa banca.

Per comprenderne la logica, basta considerare il motivo per cui gli Stati Uniti, la nazione più ricca e potente del mondo, ogni anno prende in prestito miliardi alla Cina, paese in via di sviluppo il cui PIL pro capite si colloca al 64° posto a livello globale. Il fatto che gli USA prendano in prestito dalla Cina e che la quest’ultima faccia la stessa cosa con la Banca mondiale, mette in evidenza il fatto che i paesi apparentemente benestanti con ampie riserve di valuta estera devono spesso prendere in prestito e il creditore può essere straniero.

La Cina deve anche prendere in prestito per coprire i deficit di bilancio, che provengono principalmente dalle pressioni fiscali che devono affrontare molte delle sue province più povere. Il governo centrale cinese prende in prestito per loro conto sia a livello nazionale che all’estero.

I prestiti della Banca mondiale sono interessanti in questo senso, poiché i suoi tassi di interesse, che sono collegati a quelli sui mercati finanziari statunitensi, sono inferiori ai tassi di prestito in Cina. Il paese continua a beneficiare di tali prestiti in quanto in via di sviluppo, ma gli importi sono in calo da quando il PIL pro capite cinese ha raggiunto la soglia di potenza economica. I funzionari della Banca mondiale hanno proposto un graduale calo dei prestiti nei prossimi anni, ma nessuno blocco immediato.