In dirittura d’arrivo il decreto sul taglio del cuneo fiscale. I lavoratori interessati sono quelli con reddito tra i 26.000 e i 35.000 euro e, di conseguenza, anche coloro che beneficiano del bonus Renzi.

Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, ha dichiarato: “Bisogna decidere subito la platea a cui tagliare le tasse. Oltre ai lavoratori con reddito tra i 26.000 e i 35.000 euro, dovremmo considerare anche i 4 milioni di lavoratori dipendenti incapienti, ossia coloro che hanno un imponibile sotto gli 8.000 euro. In questa categoria ci sono i giovani precari e coloro che lavorano part-time. Potremmo aiutarli utilizzando un’imposta negativa, una sorta di bonus simile all’Earned Income Tax Credit di Clinton”.

Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, ha invece dichiarato: “Prima di varare il decreto, dobbiamo confrontarci con le parti sociali. Il termine resta sempre la fine del mese, ma dobbiamo necessariamente collocare questo atto in cima alle priorità. L’Italia ha bisogno di ripartire con una riforma fiscale a favore di occupazione e crescita. Inoltre, la lotta all’evasione deve diventare sempre più forte”.

Secondo il ministro, la manovra si posa su basi solide. “Il Paese era sull’orlo del baratro”, ha affermato. “Siamo riusciti ad afferrarlo prima dell’inevitabile caduta, che rischiava di porre l’Italia ai margini dell’Unione Europea. Adesso il sentiero verso crescita, sviluppo e stabilità è stato tracciato”.

Intanto, al ministero del Tesoro i lavori per ridurre il peso delle clausole IVA nel 2021 stanno avendo un’accelerata. In atto le prime simulazioni, tra cui una riforma fiscale più ampia, la rimodulazione dell’IVA a favore della spesa e la riduzione delle tax expenditures.