carbon taxLa proposta della Commissione europea su una carbon tax europea alle frontiere potrebbe avere un impatto positivo sull’economia francese in quanto sarebbe tre volte più economica e molto più equa di di quella proposta dal Paese transalpino.

Una carbon tax europea sulle importazioni in arrivo nel continente causerebbe, a livello di mercato europeo del carbonio, un aumento di molti prodotti fabbricati in Cina, come metalli, veicoli, vetro e elettrodomestici. Il prezzo attuale per tonnellata ammonta a 25 euro.

In Francia, l’impronta di carbonio che pesa mediamente sulle famiglie è di 24,5 tonnellate all’anno, il 37% delle quali proviene da merci importate al di fuori dell’UE, che attualmente non sono soggette a tassazione.

In totale, l’OFCE stima che la Francia potrebbe realizzare entrate per 3 miliardi di euro con questa nuova tassa, che costerebbe ai contribuenti tre volte in meno del prelievo sul clima-energia precedentemente proposto dal presidente Emmanuel Macron. Sebbene il consumo di energia non sia molto elastico in termini di prezzi, una variazione di quello applicato sui prodotti importati al di fuori dell’UE potrebbe portare alla sostituzione dei beni, senza influire troppo sui portafogli dei consumatori.

Paul Maillet, ricercatore OFCE e coautore dello studio, ha affermato: “La capacità delle famiglie di modificare i propri modelli di consumo sarebbe maggiore. Se lo scopo della tassa è cambiare il comportamento dei consumatori, gli effetti saranno maggiori che sull’energia”.

La tassa non comporterebbe uno shock fiscale significativo: 87 euro per famiglia, rispetto a 176 euro previsti dalla carbon tax francese. Resta ancora da vedere però se la tassa europea sul carbonio vedrà mai la luce. Se ne sta parlando tanto, ma azioni concrete non ce ne sono, almeno per il momento.