Francia e Stati Uniti si sono concesse due settimane per tentare di risolvere la questione della tassa digitale francese. Ad affermarlo è il ministro delle Finanze Bruno Le Maire, il quale ha sottolineato che Parigi ha il pieno sostegno dell’Unione europea.

Dopo un’indagine svolta dal governo americano, che ha appurato che la tassa francese avrebbe danneggiato le società tecnologiche statunitensi, Washington ha minacciato di imporre dazi fino al 100% sulle importazioni di champagne, borse e altri prodotti francesi per un valore di 2,4 miliardi di dollari.

Dopo l’incontro a Parigi con il commissario europeo per il commercio Phil Hogan, Le Maire ha dichiarato: “Ho avuto una lunga conversazione con il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin. Abbiamo deciso di intensificare gli sforzi per cercare di trovare un compromesso, all’interno dell’OCSE, sulle imposte digitali. Ci siamo dati esattamente 15 giorni, esattamente fino al nostro prossimo incontro, previsto a margine di Davos alla fine di gennaio”.

A luglio, la Francia decise di applicare un prelievo del 3% sui ricavi dei servizi digitali da parte di imprese con un fatturato di oltre 25 milioni di euro nel Paese e 750 milioni di euro in tutto il mondo.

“Questo è un problema esclusivamente tra Stati Uniti e Europa”, ha affermato Le Maire. “Altre nazioni dell’UE stavano pianificando le proprie tasse digitali nazionali. Qualsiasi accordo internazionale sulla tassazione digitale sostituirà immediatamente l’imposta francese. Ma questo accordo deve avvenire all’interno dell’OCSE”.

Infine, Le Maire spera che non ci siano sanzioni statunitensi durante questa finestra di due settimane concordata con Mnuchin, aggiungendo che qualsiasi decisione di Washington di agire avrebbe in effetti posto fine alle discussioni.