Il tasso privo di rischio è il rendimento di un investimento a rischio zero. È il rendimento minimo che un investitore si aspetta da un investimento. Inoltre, non accetterà ulteriori rischi a meno che non ottenga un rendimento superiore rispetto al tasso privo di rischio. Il tasso privo di rischio funge anche da punto di riferimento per altri tassi di interesse. Ciò significa che altri istituti bancari lo utilizzano per stabilire i loro tassi di interesse.

Gli investitori si aspettano un certo livello di rendimento quando fanno un investimento. Tuttavia, il rendimento effettivo che ottengono potrebbe non essere sempre uguale alle loro aspettative. La differenza nel rendimento è dovuta al rischio coinvolto. Poiché i titoli di stato sono privi di rischio, il loro rendimento atteso ed effettivo è lo stesso.

Tuttavia, nel mondo odierno nessun investimento comporta rischi zero, nemmeno i buoni del tesoro. Sebbene un governo non è inadempiente ai propri obblighi, tali investimenti però comportano alcuni rischi per gli investitori esteri, i quali possono incorrere in un rischio valutario quando investono in buoni del tesoro. Un investitore può utilizzare tecniche di copertura come contratti a termine su valute e opzioni per diversificare tale rischio. Tuttavia, ciò avrà un impatto sul rendimento netto dell’investimento.

Un tasso privo di rischio differisce da investitore a investitore. Ad esempio, per un investitore straniero i buoni del tesoro italiani comportano un certo rischio valutario. Ma, se lo stesso investitore investe nei titoli del suo paese di origine, un investimento di questo tipo non comporta rischi valutari.

Sebbene un investitore possa superare il rischio di cambio, ci sono altri rischi che non possono essere evitati. Uno è il rischio di inflazione, in cui i rendimenti effettivi sono inferiori a causa dell’inflazione nel tempo, l’altro è il rischio del tasso di interesse, con i prezzi dei buoni del tesoro che diminuiscono quando il tasso di interesse aumenta e viceversa.