“MES o non MES, questo è il problema!”. Il Meccanismo Europeo di Stabilità è ancora oggetto di discussione in seno al Governo. Il nodo va sciolto quanto prima e la settimana appena iniziata sarà veramente calda. Il Consiglio UE è previsto il 12 e il 13 dicembre; domani, alla Camera e al Senato, si terranno le discussioni.

In vista dell’appuntamento ormai imminente, la maggioranza ha stilato una bozza di risoluzione sul MES. L’interno da parte del governo giallo-rosso è di “offrire equilibrio complessivo dei diversi elementi che sono al centro della riforma voluta dall’Unione economica e monetaria”.

All’interno della bozza è presente una richiesta molto importante: nessuna ristrutturazione automatica del debito pubblico, uno dei punti caldi su cui l’opposizione ha fatto muro. Inoltre, il governo vuole chiedere l’applicazione di ogni decisione vincolante soltanto dopo che sono state stabilite delle regole certe per quanto riguarda le Clausole di azione collettiva, le quali definiscono come ristrutturare il debito pubblico nel caso in cui un Paese della zona euro chiede aiuto al MES.

“Il nostro obiettivo l’abbiamo raggiunto: chiarire nettamente che alcune condizioni sull’Unione bancaria non erano accettabili”, ha affermato Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia e Finanza. “Ecco perché abbiamo deciso il rinvio della firma. Detto questo, il MES è un mezzo fondamentale per proteggere la sovranità dello Stato”.

Ma cosa pensa il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio? La sua posizione è abbastanza chiara: “Finché non sono sicuro che l’Italia non rischia nulla al 200%, non firmerò. A gennaio ci saranno la riunione dell’Eurogruppo e l’Eurosummit, ma prima il parlamento sarà chiamato a valutare a che punto siamo. Non voglio costringere gli italiani a mettere soldi in banca, quindi bisogna chiudere il pacchetto”.