Nuova strategia nella lotta ai reati fiscali nel 2020, che prende il nome di whisteblower, ossia colui che segnala eventuali reati direttamente connessi al Fisco. Appartenente ad un direttiva europea, la figura del whisteblower avrà il compito di rintracciare e poi segnalare alle autorità gli illeciti fiscali. Naturalmente, onde evitare che il segnalatore subisca minacce e ritorsioni, verrà totalmente coperto dall’anonimato.

Una spia a tutti gli effetti, che potrebbe aggirarsi all’interno di studi professionali o di un’azienda, con il computo di trovare prove dell’avvenuto illecito fiscale. Gli Stati hanno tempo fino al 31 dicembre 2019 per recepire tale direttiva voluta dall’Unione Europea. Naturalmente, questo nuovo strumento di controllo non entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020, ma bensì dal 1° luglio.

Una figura quella del whisteblower “rivoluzionaria” nel panorama italiano, che cambierà radicalmente il rapporto esistente tra Fisco e contribuente. I compiti di questo “controverso” personaggio riguarderanno avvocati, commercialisti, consulenti fiscali, dipendenti di un’azienda che verranno a conoscenza di evasioni fiscali. A finire nel mirino anche i clienti che tenteranno di trovare un accordo con un professionista con l’intento di pagare meno tasse. In altre parole, il whisteblower potrà entrare in azione in qualsiasi momento.

In futuro, questa figura potrebbe essere trasformata in qualcosa di molto più funzionale e complessa nell’ambito della lotta all’evasione fiscale.

Tutto accadrà contemporaneamente alla messa in opera della manovra finanziaria definitiva da parte del governo italiano, in cui la lotta all’evasione fiscale è un pilastro fondamentale. Infatti, le misure che l’esecutivo vuole varare parlano di nuove metodologie per scovare i professionisti e gli imprenditori che evadono il Fisco. Sono già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai conti correnti bancari, con il diritto alla privacy ormai andato a farsi benedire.