Una mossa audace ma necessaria quella messa in atto dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI): rifiutare i finanziamenti a quei progetti energetici basati sui combustibili fossili. L’obiettivo della banca è quello di trasformare l’Europa nel primo continente “neutro” dal punto di vista climatico.

Dopo la riunione di ieri presso la sede di Lussemburgo, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la nuova politica energetica, la quale prevede di finanziare i progetti basati sull’energia pulita. A partire dal 2022, l’istituto non prenderà più in considerazione richieste di finanziamento da parte di progetti che utilizzano combustibili fossili e gas naturale.

La Banca Europea per gli Investimenti, grazie al mezzo trilioni di euro prestato, è la più grande istituzione finanziare mondiale. Siccome la sua influenza si estende a macchia d’olio, è molto probabile che la sua nuova politica volta a favore dell’ambiente influenzerà altre fonti di finanziamento.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea e promotrice del “Green Deal”, sarà molto contenta dell’appoggio da parte della banca. L’intento è quello di sbloccare circa 1 trilione di euro, da indirizzare a favore delle forme di energia più pulite.

Werner Hoyer, Presidente del BEI, ha dichiarato: “Il problema climatico è senza dubbio una delle priorità della nostra era attuale. Passare dai finanziamenti a progetti legati ai combustibili fossili a quelli che contemplano le energie pulite è per noi un forte salto di qualità”.

La decisione presa del BEI appartiene ad un progetto ben più ampio e che coinvolge le più potenti istituzione dell’UE: portare l’intero blocco in prima linea alla lotta dei cambiamenti climatici. Dopo il voltafaccia degli Stati Uniti, l’UE intende ergersi a leader in questo senso, impegnandosi a migliorare le condizioni climatiche entro il 2050. L’accordo di Parigi del 2015 non ha, per ora, dato i frutti sperati: Cina, India e Giappone non hanno ancora mantenuto le promesse fatte.