I truffati dalle banche possono tirare un sospiro di sollievo: sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto attuativo per attivare il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR).

Registrandosi sul portale fondoindennizzorisparmiatori.consap.it, le persone interessate devono compilare poi una domanda, caricare gli allegati necessari, scaricare la domanda compilata in pdf, stamparla e firmarla. Infine, caricarla nel PC e spedirla in forma telematica. Con decorrenza 22 agosto 2019, i truffati hanno 180 giorni di tempo per presentarla.

Gli indennizzi erogati dal FIR riguarderanno azionisti e obbligazionisti che sono stati truffati dalle banche poste in regime di liquidazione coatta amministrativa dal 17 novembre 2015 al 31 dicembre 2017. Gli istituti di credito coinvolti sono: Banca delle Marche, Banca Etruria, Cassa di risparmio della Provincia di Chieti, Banca Popolare di Vicenza, Cassa di risparmio di Ferrara e Veneto Banca.

A finanziare il Fondo sono i conti dormienti; il capitale complessivo è di circa un miliardo e mezzo. Agli azionisti spetterà un indennizzo pari al 30% del costo d’acquisto delle azioni, senza gli oneri fiscali, e non dovrà superare i 100.000 euro cadauno. Invece, gli obbligazionisti percepiranno un indennizzo pari al 95% del costo d’acquisto delle obbligazioni subordinate, sempre entro il limite massimo di 100.000.

Mentre per chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare che non superi 100.000 euro gli indennizzi saranno automatici (circa il 90%), per i restanti truffati sarà necessaria un verifica semplificata da parte di una Commissione tecnica del Ministero dell’Economia e Finanza.

Oltre che direttamente dai risparmiatori truffati, la domanda può essere inoltrata dai loro successori per causa morte e dai famigliari fino al secondo grado. In totale, i soggetti che avranno diritto agli indennizzi sono più di 200.000 ex piccoli azionisti.