Mercoledì 4 settembre è il giorno del debutto ufficiale della Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario, voluta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dalla maggioranza parlamentare.

Dopo la convocazione della Commissione bicamerale, che dovrebbe avvenire fra un mese, verranno avviati i primi adempimenti, ossia la nomina del Presidente, dei due vice e dei due segretari. Il Movimento Cinque Stelle vorrebbe alla carica principale il senatore Gianluigi Paragone.

Ma quale è il compito della Commissione d’Inchiesta? Analizzare la normativa su banche e finanza, così come stabilito dalla legge 28 del 26 marzo scorso. La bicamerale è stata invece istituita ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione e avrà gli stessi poteri dell’Autorità giudiziaria. Ogni anno, la Commissione sarà tenuta a presentare alla Camere una relazione sulla propria attività e sulle modifiche eventuali riguardanti il quadro normativo sulle materie oggetto dell’inchiesta.

Sotto la lente della Commissione andranno i reati bancari e finanziari, che verranno analizzati e valutati per stabilire se sia necessaria l’istituzione di una procura nazionale oppure affidarli alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Inoltre, la Commissione sarà chiamata ad analizzare la normativa in materia di incompatibilità e di conflitto di interessi dei vertici di Banca d’Italia, della Consob, dell’Ivass e della Covip. Naturalmente, i compiti che dovrà svolgere la Commissione sono diversi.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posizionato alcuni paletti dopo aver promulgato la legge con cui è stata istituita la Commissione lo scorso 29 marzo. In una lettera inviata ai presidenti delle due Camere, Mattarella ha sottolineato la necessità di evitare rischi di sconfinamento dell’attività della Commissione, puntualizzando che la Commissione non si dovrà occupare soltanto delle vicende che hanno provocato la crisi di alcuni istituti bancari, ma dell’intero settore.