Secondo gli economisti, la prossima settimana la BCE dovrebbe dare il via ad un nuovo taglio dei tassi di interesse. A spingere verso questa probabilissima decisione sono i dati sull’inflazione dell’Eurozona (1,3%), superiori alle aspettative ma comunque rimasti al di sotto del 2%.

Il parere degli economisti è che la Banca centrale europea taglierà il tasso sui depositi di 10 punti base a settembre, mentre ad ottobre dovrebbe riprendere l’allentamento quantitativo sotto forma di 15 miliardi di euro.

Ci sono situazioni contingenti che continuano a destare preoccupazione: l’economia tedesca e italiana, vicine alla recessione e troppo sensibili ai rischi esterni, la Brexit, ancora senza accordo, la guerra commerciale tra USA e Cina, le tensioni Iran-Stati Uniti, il rallentamento economico della Cina e i possibili dazi statunitensi sulle auto europee.

Gli attuali tassi di interesse della BCE sulle sue principali operazioni di rifinanziamento, sugli strumenti di rifinanziamento marginale e sui depositi bancari si collocano rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%. Alla luce delle minacce globali esposte sopra, giovedì prossimo la BCE dovrebbe ratificare ufficialmente quanto anticipato dagli economisti.

Un bias al ribasso permetterebbe alla BCE di tagliare i tassi a settembre, soprattutto se l’euro si rafforza a fronte delle politiche meno rigide della Federal Reserve e se le aspettative di inflazione basate sul mercato non aumentano in modo significativo dai minimi attuali.

Gli economisti di UBS hanno in programma di tagliare il tasso sui depositi di 10 punti base il 12 settembre e di altri 10 punti il 12 dicembre, in seguito al repentino cambiamento delle prospettive degli scambi e della politica monetaria negli Stati Uniti in mezzo a una guerra commerciale con la Cina. La Federal Reserve dovrebbe anch’essa tagliare i tassi di interesse, che dovrebbero essere due entro la fine dell’anno.