Dopo che il consiglio di gestione dello Schema Volontario aveva bocciato la prima proposta del Fondo Apollo per Banca Carige, una nuova proposta con risorse aggiuntive è stata avanzata ieri. Questa volta, oltre alla stessa società americana, ci saranno il Fondo interbancario e la famiglia Malacalza.

In attesa che tutto venga ufficializzato, le banche italiane hanno messo sul piatto un piano d’azione per salvare l’istituto ligure. Lo schema proposto prevede, nell’ambito di un futuro aumento di capitale, la conversione da parte dello Schema di un da 320 milioni, insieme a risorse aggiuntive da parte del Fitd.

Il Fitd ha bisogno però di due condizioni per iniettare denaro fresco: un partner, che sia pubblico o privato non ha importanza, e l’adesione degli azionisti attuali, come Malacalza Investimenti, detentore del 27,6% della banca e quindi l’unico in grado di approvare tale manovra.

Per tirar fuori dalle sabbie mobili Banca Carige, i 630 milioni previsti dal piano industriale 3 mesi fa non bastano. Infatti, nella nota diramata ieri dal Fitd si legge che “a partire da domani, lo Schema Volontario inizierà ad analizzare in modo approfondito gli assetti tecnici ed organizzativi della banca, per stabilire quanto capitale occorre e le proiezioni economico-finanziarie necessarie per sostenere un piano industriale credibile ed efficace”.

Da quanto dichiarato dal Fitd, parrebbe proprio che i 630 milioni alla fine non basteranno. In effetti, diversi osservatori esterni hanno avanzato l’ipotesi che l’aumento di capitale sarà maggiore di 700 milioni di euro.

Il consiglio dello Schema vuole risolvere la crisi nel minor tempo possibile, dicendosi disponibile a valutare varie proposte che contemplino la partecipazione degli attuali azionisti e di partner pubblici o privati.