Per contrastare il rallentamento globale delle vendite, le aziende produttrici di smartphone hanno in mente due piani: vendere nuovi e costosi dispositivi capaci di trasformarsi in tablet e promuovere quelli che supportano il 5G. Non è detto però che nuove e appariscenti funzionalità attirerebbero sempre più clienti a cambiare i loro attuali telefoni.

Samsung, il più grande produttore di smartphone al mondo per volume di spedizioni, all’inizio di quest’anno aveva presentato il Galaxy Fold, uno smartphone pieghevole che costa quasi 2.000 euro. Però, diverse problematiche ne hanno ritardato la distribuzione commerciale. Anche la Huawei, da canto suo, ha settimane fa annunciato la produzione di un telefono pieghevole, che dovrebbe costare più o meno 2.600 euro.

Ma vale veramente la pena spendere così tanto per questi smartphone pieghevoli? Allo stato attuale, facendo le dovute considerazioni, la risposta sarebbe no. In fondo, la maggior parte degli utenti cerca un telefono con cui chiamare, inviare messaggi e connettersi con il mondo. Indubbiamente, le aziende cercano di proporre nuovi prodotti più potenti dei precedenti, ma questo non si tramuta necessariamente in un ritorno economico importante.

In effetti, andando ad analizzare i dati, nel primo trimestre del 2019 le spedizioni a livello mondiale sono diminuite del 6,6& rispetto all’anno precedente. Questo trend negativo si può spiegare in un solo modo: smartphone che sono più o meno uguali a quelli precedenti in fatto di funzionalità ma che costano però di più.

Ecco perché la tecnologia 5G rappresenta la nuova frontiera per i produttori con cui promuovere e incrementare le vendite.

Il mese scorso, i primi servizi 5G sono stati lanciati in Corea del Sud e Stati Uniti, mentre Cina e Giappone sono ancora alle prese con gli ultimi preparativi. Tuttavia, la diffusione totale del 5G è ancora lontana dall’essere completata in quanto in molte zone del mondo le infrastrutture per supportarla non sono ancora pronte.