Rumors o verità che sia, quanto affermato da Bloomberg ieri sulla possibilità che Bruxelles commini all’Italia una multa da 3,5 miliardi di euro per non aver ridotto debito e deficit ha provocato “sofferenza” nei titoli bancari, nei BTP e nell’euro.

Nuovi colloqui tra Roma e Bruxelles sono attesi molto presto, sicuramente dopo che al governo verrà recapitata la lettera sul debito spedita dalla Commissione europea. Le possibilità di un nuovo scontro non sono così campate in area; nel caso dovesse accadere, il Paese sarà costretto ad un versamento cauzionale pari allo 0,2% del PIL (3,5 miliardi di euro).

Le conseguenze di tale discrezioni? Spread a 282 punti base, vendite di titoli bancari e bond sovrani italiani, sottoindice della tendenza delle banche italiane calato di 2 punti percentuali. Neanche l’euro ha avuto scampo: calo a 1,12 dollari dopo che, all’indomani dei risultati delle elezioni europee (sovranisti avanzano ma non sfondano, europeisti ancora in voga), si era assestato a 1,1215 dollari.

Ma cosa dice Salvini sulla letterina d’ammonimento da parte dell’UE? “Sono ansioso di leggerla”, ha affermato il vicepremier e capo della Lega, ormai primo partito in Italia. “Certo è che la Commissione europea sarà tenuta a prendere atto di un evento inequivocabile, ossia che i popoli vogliono il cambio e la crescita. Due cose sono chiare: nessun aumento dell’Iva e delle tasse. Ridiscuterò in maniera pacata parametri ormai vecchi e superati”.

Per Salvini la ricetta è “fare il contrario di ciò che l’Europa fino allo scorso anno pretendeva. Basti tagli e prudenza, l’Italia ha bisogno di crescere e per farlo aziende e lavoratori devono pagare di meno. Il governo non ha nessuna intenzione di sforare e, se accade, è perché vengono ancora rispettati numeri e vecchi vincoli”.