Dopo mesi di battibecchi, adesso è proprio giunto il momento che i “no” diventino “sì”. Questo l’invito fatto da Matteo Salvini dopo il risultato delle elezioni europee 2019 che ha premiato la Lega su scala nazionale con il 34% dei voti e che ha lasciato il Movimento 5 Stelle fermo al palo.

Ora il vicepresidente del Consiglio Salvini è ancor più convinto di poter proseguire la propria battaglia pro-Tav all’interno del governo con una forza decisamente maggiore, tanto più al margine dei risultati delle regionali in Piemonte che gli hanno consegnato una doppia vittoria: il candidato del centrodestra ha infatti espugnato la presidenza della Regione al rivale ed ex governatore in quota Pd, Sergio Chiamparino.

Dopo essere stati ad un passo dalla crisi di governo e aver discusso animatamente sull’analisi costi-benefici, alla fine della fiera è probabile che il progetto Tav continuerà così come era stato previsto. “I bandi sono aperti, da domani quel che mi interessa è mettermi a un tavolo con gli amici del Movimento 5 Stelle”, ha detto Salvini. E poi il risultato elettorale, non solo in Italia, ma anche in Francia, dove l’alleata Marine Le Pen ha fatto il pieno di voti diventando primo partito del paese, “consentirà all’Europa di investire ancora più soldi sulle grandi opere”.

Fino al voto europeo i 5 Stelle hanno provato a tenere la barra dritta sulla questione No Tav. L’unico compromesso possibile è stato quello siglato lo scorso marzo con il presidio del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il risultato di quel compromesso? Bandi di gara in corso, ma al tempo stesso una ridiscussione con la Francia dell’intera opera prima che questi divenissero vincolanti. Ora però che la Lega è primo partito in Italia e teoricamente azionista di maggioranza all’interno del governo, è altamente probabile che l’ago della bilancia finirà per spostarsi sulle sue, di posizioni.