Per adeguarsi al regolamento delegato 389/2018, che verrà applicato a partire dal 14 settembre 2019, le banche stanno inviando comunicazioni ai propri correntisti sull’adeguamento dei sistemi di autenticazione i quali, in alcuni casi, vanno modificare le condizioni contrattuali per quanto concerne i costi.

A causa dell’incompatibilità coi nuovi standard, Intesa SanPaolo si vedrà costretta ad eliminare circa 4 milioni di chiavette dispositive O-Key. Secondo la nuova normativa, il codice generato deve essere legato alla singola operazione, in modo da proteggere il correntista. Sulla stessa scia è UniCredit e le sue Password Card, che sono state dismesse. Sarà quindi lo smartphone il nuovo strumento a cui verrà affidata la sicurezza. Intesa SanPaolo ha creato due nuove soluzioni: la O-Key Smart, per i clienti privati, e la O-Key Sms per le persone giuridiche.

UniCredit ha invece creato un sistema di password usa e getta da utilizzare nel processo di accesso e validazione delle operazioni in Banca Multicanale: UniCredit Pass e Mobile Token, disponibili già dal 24 aprile.

Altre novità sono attese nei prossimi mesi e riguardano la nuova App Mobile Banking, la quale consentirà di autenticare i pagamenti e-commerce attraverso la conferma di una notifica ricevuta direttamente sullo smartphone.

Ma tutte queste novità non faranno lievitare nuovamente i costi di un conto corrente? Quasi sicuramente sì. Da quando la tecnologia è diventata parte integrante in varie operazioni bancarie, i correntisti hanno subito degli adeguamenti. Andando ad analizzare gli ultimi dati rilasciati da Bankitalia, dal 2017 le spese gestione conto sono salite a 79,4 euro. Stesso discorso per un conto online, conveniente sicuramente rispetto ad un conto allo sportello: da 0,6 euro è passato a 2,1 euro.