Molto probabilmente, il presidente degli USA Donald Trump non si fermerà ai dazi imposti su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. La prossima settimana, sono attese novità in merito alle auto europee. Per adesso, l’UE resta spettatore passivo della battaglia tra i due giganti del commercio mondiale. Ma le preoccupazioni salgono, l’economia continua a rallentare.

I leader europei, se all’inizio della guerra commerciale avevano dichiarato che non si sarebbero mai seduti ad un tavolo di negoziati con Trump, hanno poi dovuto ricredersi quando il governo statunitense li impose su 47 miliardi di euro di esportazioni di auto e parti di ricambi.

Il famigerato rapporto di indagine “Sezione 232” del mese di febbraio ritenne rischiose per la sicurezza nazionale le importazioni di auto e ricambi. Il 18 maggio è la data in cui si concluderà il periodo di deliberazione del presidente. Le aziende produttrici di automobili sperano che Trump proroghi il termine fino a sei mesi.

Il mese scorso, i paesi membri dell’UE decisero di intavolare negoziati commerciali con gli USA sul taglio dei dazi sui beni industriali. Ma se Trump imporrà nuovamente misure restrittive per il commercio, l’UE applicherà dazi su 20 miliardi di merci statunitensi.

L’annuncio di Trump atteso per la prossima settimana arriva in un periodo particolare in Europa, coi politici impegnata nella campagna elettorale per le prossime elezioni del 23-26 maggio, che dovrebbero mutare il quadro geopolitico all’interno del Parlamento europeo.

Lo scorso luglio Trump si convinse a non imporre dazi punitivi sulle importazioni di automobili europee, con entrambe le parti atti a migliorare i legami economici. La scorsa settimana, i funzionari commerciali dell’UE sono andati a Washington per avviare i negoziati, sebbene Bruxelles non accetterà la richiesta degli USA di includere i prodotti agricoli.

Intanto, a rimanere ostaggi dei dazi sono i produttori europei di acciaio e alluminio. Come rappresaglia, l’UE ha aumentato i dazi sulle importazioni di moto, whisky e altri prodotti statunitensi.

Da tempo la BCE continua a sostenere che il protezionismo è la minaccia principale per l’economia dell’euro zona. Proprio per questo, l’UE ha intavolato delle trattative con Stati Uniti e Giappone per riscrivere le regole commerciali globali come misura per porre un limite ai sussidi statali e al trasferimento forzato di tecnologia.

Se l’imposizione di nuovi dazi sulle esportazioni di auto europee non causerebbero certamente una “fuga commerciale” verso la Cina, renderebbero però vani tutti gli sforzi fino a ora fatti sul tavolo della ragione economica. Tutto si può dire di Trump tranne che non sia ragionevole. In fondo, una guerra economica mondiale non farebbe piacere neanche a lui.