Arriverà dalla Kering, gruppo francese proprietario di Gucci, il risarcimento più elevato mai pagato a favore del Fisco italiano. La cifra è di 1,25 miliardi di euro, comprensiva di interessi e sanzioni, e riguarda un contenzioso sul marchio fiorentino. Secondo l’Agenzia delle Entrate, le entrate della Luxury Goods International, controllata dalla Kering, dovevano essere tassate in Italia e non in Svizzera, sede legale dell’azienda.

L’indagine della Guardia di Finanza partì nel 2017, quando avvenne la perquisizione degli uffici di Gucci a Firenze e Milano. Il lavoro dei magistrati si concentrò sulle entrate riguardanti il periodo 2011-2017. Successivamente, dopo la verifica da parte della Guardia di Finanza, il Fisco stabilì che l’evasione fiscale da parte della società ammontava a circa 1,4 miliardi di euro, risultante dalla mancata dichiarazione di ricavi da parte di Gucci di circa 14,5 miliardi di euro.

Il gruppo francese, controllato da François-Henry Pinault, alla luce di quanto emerso dalle indagini, ha deciso di collaborare con l’Erario. L’accertamento con adesione, a cui si rifà l’accordo, è giustificato da un’analisi approfondita e seria collaborazione, dove sono stati infine riconosciuti quanto scoperto dalla Guardia di Finanza, ossia che l’organizzazione ha effettivamente operato il Italia dal 2011 al 2017, generando utili sul territorio nazionale.

Inoltre, in base ad una stima iniziale, è di 600 milioni di euro l’effetto di transazione sul bilancio della Kering nel 2019 e che riguardano imposte addizionali su 1.250 milioni di euro di flusso di cassa negativo sul rendiconto finanziario.

Il gruppo Kering non è il primo ad essere accusato di evasione fiscale. In precedenza, sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate, sono finite la Mediolanum, costretta a versare all’erario 79 milioni di euro, Facebook (100 milioni di euro, la Apple (318 milioni di euro) e Google (306 milioni di euro).