Le banche europee possono tirare un sospiro di sollievo: una Brexit senza accordo sembra definitivamente scongiurata. Il Parlamento britannico ha infatti votato un provvedimento per escludere questa finanziariamente deleteria ipotesi.

Quindi, nonostante l’ennesima sconfitta del primo ministro Theresa May, con il Parlamento che ha nuovamente bocciato l’accordo post Brexit, la mozione non vincolante approvata dai legislatori rende il cammino meno tortuoso. Certo, bisognerà attendere che l’UE ratifiche la richiesta di posticipare la Brexit oltre il 29 marzo.

Questa nuova aspettativa ha dato vigore alla sterlina, la quale ha ripreso il terreno perduto negli ultimi nove mesi nei confronti del dollaro e dell’euro. Di seguito, sono riportate le opinioni espresse da alcune banche di investimento e gestori patrimoniali:

Deutsche Bank: le probabilità di una Brexit senza accordo sono scese al 10%. Anche le probabilità di elezioni anticipate sono scese dal 20 al 10%.

Goldman Sachs: secondo la famosa banca d’affari, le probabilità di una Brexit senza accordo sono scese al 5%. Inoltre, c’è il 35% di probabilità che la Gran Bretagna non esca proprio dall’UE.

Bnp Paribas: rispetto alle precedenti, la banca vede il 20% di probabilità di una Brexit no-deal. In più, secondo l’istituto c’è il 15% di probabilità di una sua revoca e il 65% che alla fine l’accordo venga raggiunto.

Standard Chartered: le probabilità di una Brexit senza accordo sono del 20%.

Berenberg: il rischio è sceso al 15%, mentre sono in aumento al 25% le possibilità che il Regno Unito rimanga nell’UE.

Mufg: se da un lato restano invariate le probabilità di una Brexit senza accordo (10%), dall’altro sono in aumento quelle che vedono un nuovo referendum (15%).