Sia le banche europee che la Deutsche Bank, attualmente la più travagliata del continente, non riescono a convincere gli investitori. Un recente rapporto pubblicato dall’istituto di credito tedesco spiega il perché: “La redditività della banche europee è stata spinta all’estremo. Ciò a causa di tassi d’interesse negativi e di alcune banche che dipendono troppo dalla BCE e che sono state appesantite da crediti inesigibili e nuove normative in un mercato completamente unificato”.

Negli ultimi 12 mesi, l’indice Stoxx Europe 600 Banks è calato del 22%. Le azioni della Deutsche Bank stanno anche peggio, con un calo del 42%.

La BCE da tempo ha cercato di stimolare l’economia europea tramite tassi di interesse negativi per implementare il credito bancario e la spesa dei consumatori. Tutto ciò si è però tramutato in una tassazione sul sistema bancario. In poche parole, piuttosto che trasmettere l’impatto delle tariffe della BCE direttamente ai correntisti, le banche si sono limitate ad assorbire lo spread e mantenere i tassi a zero.

Il rapporto della Deutsche Bank offre diverse soluzioni: “Il consolidamento appare necessario ma non è sufficiente per migliorare il settore. La politica europea deve accelerare gli sforzi per infrangere le barriere nazionali che ostacolo le attività bancarie nella zona euro”.

Il rapporto continua affermando che “bisognerebbe introdurre nuovi requisiti patrimoniali per il debito pubblico sovrano onde evitare che le banche siano sempre esposte ai rischi insiti in esso. Inoltre, è necessario creare un vero sistema bancario europeo, oltre al completamento immediato dell’unione dei mercati dei capitali. Ciò stimolerebbe maggiormente la diversificazione delle posizioni debitorie della banche”.