La Germania è in piena crisi economica? Stando agli ultimi dati, mancherebbe pochissimo. Il Prodotto Interno Lordo previsto nel 2019 è stato ridotto allo 0,8%, dopo che le aspettative di crescita erano già precedentemente state ridotte dal governo tedesco dall’1,8 all’1%.

La più grande economia dell’eurozona sta subendo enormemente le conseguenze della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e dell’incertezza politica europea, compresa quella insita nella Brexit. Rallentamento economico significherebbe anche calo delle entrate fiscali rispetto alle attese.

Il downgrade della crescita economica tedesca è dovuto alla minore attività industriale, scesa dello 0,8% a gennaio. A seguire, le poche rassicuranti previsioni rilasciate dall’OCSE (Organizzazione per Cooperazione e dello Sviluppo Economico), che hanno ridotto la crescita in Germania allo 0,7%, un taglio di 0,9 punti percentuali. Inoltre, in calo del 9,2% la produzione di automobili a gennaio. Il rallentamento ha anche causato lo scivolamento allo 0,6% del rendimento obbligazionario decennale della Germania, punto di riferimento molto importante.

L’enorme calo della produzione di automobili in Germania, che coinvolge Volkswagen, Audi, BMW e Mercedes-Benz, è particolarmente preoccupante. Le case automobilistiche tedesche sono state pesantemente colpite dal rallentamento della produzione in Cina, da un crollo della domanda dei veicoli diesel e da tutta una serie di costosi investimenti in auto elettriche e auto a guida autonoma.

Tutti i dati e gli accadimenti evidenziati sopra indicano una sola cosa: l’economia tedesca registrerà probabilmente solo una leggera crescita nel primo trimestre di quest’anno dopo aver evitato per un pelo la recessione nella seconda metà dello scorso anno.

Insomma, persino un’economia florida quale è quella tedesca si sta ritrovando ad affrontare una congiuntura piuttosto sfavorevole, anche se la tenuta del sistema non è minimamente in discussione: le basi su cui si regge l’economia della Germania sono assolutamente solide, capaci quindi di resistere anche alle tempeste più brutte. Cosa che non si può certo dire per l’Italia, ultimamente ancora più debole dal punto di vista economico-finanziario.