Investitori e banche: tutti ad attendere le prossime mosse della BCE. Mario Draghi ancora non si è sbilanciato, in attesa delle nuove stime degli economisti alle dipendenze della Banca centrale. Ma le previsioni non sono positive.

Ciò che maggiormente crea molta attesa è la possibile riedizione delle Tltro (Targeted longer-term refinancing operations), ossia le assegnazioni di liquidità alle banche con condizioni favorevoli, da redistribuire sotto forma di prestiti all’economia reale. E’ già accaduto in passato, esattamente nel 2014 e nel 2016.

Quasi sicuramente, la BCE rivedrà le precedenti stime di crescita. L’abbassamento più drastico è per il 2019 (dall’1,7% all’1,2%). Per i successivi due anni, resterebbe praticamente invariato, con un -0,1% per il 2020. Verrà rivista la stima sull’inflazione, che passerebbe dall’1,6% all’1,3 nel 2019. Poco confortanti anche le stime sull’inflazione core, ossia quella che viene calcolata al netto delle componenti volatiti (i prezzi energetici ad esempio).

Considerando il clima dimesso che si respira, Draghi dovrebbe rassicurare tutti, soprattutto sulla bontà dei fondamentali. Inoltre, tutti gli esperti concordano che l’anticipazione delle scelte monetarie future non verrà sottoposta a nessuna revisione.

Per quanto riguarda gli attuali tassi d’interesse, la BCE ha ribadito che resteranno invariato almeno fino all’estate 2019, con la prospettiva di un mantenimento sé l’inflazione continuerà a mantenersi sui livelli attuali, ossia sotto il 2%. In calo il flusso mensile dei prestiti al netto delle cartolarizzazioni, con un saldo negativo che non accadeva da giugno 2017. Ciò si spiega col rallentamento economico dello scorso anno, che ha portato le aziende a richiedere meno prestiti alle banche europee.

Alla luce di questo, gli economisti sono convinti che la BCE interverrà con una nuova operazione in aiuto delle banche.