L’Italia è da un po’ di tempo il paese delle tasse elevate. Oltre che in altri settori, secondo Eurostat è la nazione europea dove si pagano imposte ambientali molto alte. Casse statali felici di questo, non c’è dubbio. Infatti, ammontano a 46 miliardi di euro gli oneri percepiti, corrispondenti al 6,3% del totale delle tasse pagate dalle aziende.

Al di sotto del nostro paese troviamo la Germania, di poco distante. Ma la differenza sostanziale è il PIL, notevolmente superiore nel paese teutonico rispetto a quello italiano. Diversa anche la struttura economica, più solida e performante, anche se ultimamente i tedeschi lamentano una crescita inferiore alle previsioni.

Da anni l’Italia sta cercando di rendere l’ambiente più sostenibile, ma il lavoro da fare è veramente tanto. Siccome le tasse ambientali sono intimamente connesse al ciclo ambientale, la generazione di rifiuti, la produzione di energia, le reti elettriche e i carburanti incidono enormemente sulle tasche dei cittadini e delle imprese. Per l’Eurostat, siamo realmente poco bravi. L’80% dell’energia viene importata dall’estero, il paese paga multe elevate dovute ad una malsana gestione di discariche e rifiuti, spesso entrambi mal funzionanti.

I tre quarti delle entrate totali rappresentano le imposte sull’energia, a cui vanno aggiunte quelle sui trasporti, sulle risorse energetiche e sull’inquinamento. Indubbiamente, lo Stato riceve notevoli vantaggi, mentre la popolazione no.

D’altronde, per proteggere meglio l’ambiente sono necessari. Anzi, la prospettiva futura, stando a quanto trapela dall’UE, è di un loro aumento. Negli Stati Uniti, ad esempio, la quota media supera il 10% ma è da considerarsi astratta in quanto non tiene interamente conto delle differenze strutturali e organizzative.

Il problema maggiore in Italia sono le differenti performances. Alcune aziende pubbliche e private dimostrano di essere virtuose, mentre altre sono affette da ritardi, disorganizzazione e incapacità gestionali. Insomma, se in una zona tutto funziona al meglio, un’altra si distingue per la sua inefficienza.