L’entrata in vigore di Quota 100 sta mettendo sull’attenti moltissimi lavoratori, ma in molti si stanno anche ponendo una domanda quasi fatidica: è vero oppure no che l’entrata in campo di Quota 100 comprometterà la fruizione della Naspi, cioè dell’indennità di disoccupazione? Il timore, in buona sostanza, è che una volta compiuti i 62 anni di età e i 38 di contributi, e quindi una volta soddisfatti i requisiti di Quota 100, l’Inps possa togliere il diritto alla Naspi al lavoratore che la sta incassando. Il motivo? Perché a quel punto potrebbe fare affidamento su Quota 100 per continuare a garantirsi un’entrata fissa.

Il decreto legislativo 22/2015 che disciplina la Naspi stabilisce che anche se l’indennità di disoccupazione è in corso di godimento, tale diritto viene meno dal momento in cui dovessero maturarsi i requisiti per l’accesso alla pensione, cioè i 67 anni di età e i 20 anni di contributi o, nel caso della pensione anticipata, i 42 anni e 10 mesi di lavoro. E’ da qui, dunque, che nasce il dubbio: Quota 100 di fatto sta introducendo un nuovo requisito per accedere alla pensione, per cui rientrerebbe a pieno titolo nella casistica citata dal decreto che regola la Naspi.

Ebbene, ancora non è chiaro come funzionerà esattamente questo meccanismo, anche se c’è comunque da dire che, qualora il diritto alla Naspi dovesse effettivamente venir meno al raggiungimento dei requisiti di Quota 100, l’indennità continuerebbe ad essere percepita nei tre mesi successivi al raggiungimento dei suddetti requisiti. Il motivo è semplice: perché per Quota 100 c’è sempre da considerare la finestra mobile trimestrale.

Tuttavia, nel 2015, l’Inps ha precisato che il diritto alla Naspi non veniva messo in discussione una volta raggiunti i requisiti di Opzione Donna, poiché Opzione Donna era ed è tuttora un regime facoltativo. Essendo facoltativa anche Quota 100, allora c’è da immaginare che anche stavolta finirà per valere lo stesso principio. Tutto è quindi legato all’interpretazione che si dà di Quota 100, se come di uno strumento facoltativo o se come di uno strumento equiparabile ad una pensione di vecchiaia o anticipata.