Le truffe online sono un fenomeno che è cresciuto di pari passo con la digitalizzazione. Il settore assicurativo, in particolar modo quello delle RC auto, è invaso da piattaforme Web irregolari.

Nel solo mese di gennaio, l’IVASS ha scoperto 20 siti che truffavano gli utenti. Circa il 30% di essi sono stati messi off-line. Nel 2018, i siti scovati sono stati ben 130, di cui attualmente l’80% risulta bannato. Andando indietro nel tempo, nel 2017 queste piattaforma erano circa 50, mentre nel 2015 e nel 2015 le segnalazione erano molto sporadiche.

Per scovare quelli irregolari, l’IVASS ha rilasciato le seguenti raccomandazioni per siti internet o profili Facebook che riguardano gli intermediari assicurativi, i quali devono contenere:

– Dati identificativi.
– Indirizzo della sede.
– Recapito telefonico.
– Numero di fax.
– Indirizzo di posta elettronica.
– Numero e data di iscrizione al Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi.
– Controllo da parte dell’IVASS dello specifico intermediario.

Quindi, i profili Facebook e le piattaforme Web che non contengono le suddette informazioni non sono conformi alla legge che disciplina l’intermediazione assicurativa. Le polizze stipulate sono contraffatte e comportano dei rischi per chi si è assicurato, per cui è sempre bene stare un po’ in guardia da questo genere di fenomeni, se non altro per due ragioni: la prima, per non farsi derubare, e la seconda, per evitare di incorrere nella certezza di essere assicurati quando poi, in realtà, si sta circolando senza avere affatto una Rc auto!

Nel caso degli intermediari che fanno parte dello Spazio Economico Europeo (SEE), quelli abilitati ad operare nel nostro paese, oltre ai dati richiesti, devono anche menzionare l’eventuale sede secondaria e l’abilitazione all’esercizio dell’attività, indicando l’Autorità di vigilanza dello Stato di appartenenza.

Prima di sottoscrivere qualsiasi contratto assicurativo online, l’IVASS raccomanda di verificare che lo stesso sia riferibile ad intermediari autorizzati. Basta semplicemente controllare nel sito dell’Autorità di Vigilanza gli elenchi delle società ammesse ad operare in Italia.