Crisi delle banche in Germania? Ebbene sì. Una notizia non certo nuova, soltanto poco appariscente nell’ambito della cronaca finanziaria, maggiormente incentrata negli ultimi anni sugli istituti di credito italiani e su un sistema bancario azzoppato dalla crisi economica.

Proprio come nel nostro paese, Berlino è dovuta intervenire più volte col denaro pubblico, rifiutando qualsiasi tipo di salvataggio privato. L’ultima banca a cadere nella morsa della crisi è la Nord LB. L’enorme mole di crediti deteriorati del settore marittimo ha reso la situazione insostenibile. Il paese è stato costretto a utilizzare 4 miliari di euro delle classe pubbliche per salvare la suddetta banca.

Prima dicevamo di un possibile salvataggio privato. In effetti, i fondi Cerberus e Centerbridge avevano messo non solo sul piatto circa 600 milioni di euro ma anche l’intenzione di acquistare il 49,8% della Nord LB. La proposta è stata rifiutata dal governo tedesco.

Bassa Sassonia e Sassonia-Anhalt, i due lander che possiedono il 65% della banca, sborseranno all’incirca 1,5 miliardi di euro, offrendo a garanzia un altro miliardo. La Sparkassen, Associazione delle casse di risparmio tedesche, metterà nelle casse della Nord LB 1,2 miliardi circa.

Ma per quale motivo la Germania ha optato per il salvataggio pubblico, rifiutando quello privato? Secondo Stephan Weil, premier della Bassa Sassonia, erano l’unica opzione percorribile. A fare da eco a quanto affermato da Weil, è intervenuto il ministro delle Finanze Reinhold Hilbers: “E’ stato deciso il salvataggio pubblico della Nord LB per un semplice motivo: quello privato poteva generare costi decisamente superiori. Gli utili futuri sarebbero in parte stati incassati dai fondi privati, lasciando agli azionisti le passività”.

Il dubbio che questa manovra di salvataggio lascia è di una possibile disparità a livello europeo tra gli istituti bancari. Quelli che hanno una maggiore partecipazione statale potrebbero essere favoriti su quelli in cui è irrisoria o nulla. Per questo motivo, molti chiedono che la normativa UE venga cambiata.