Poche ore fa il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, in compagnia del premier Giuseppe Conte, ha presentato all’Italia il progetto del reddito di cittadinanza, cogliendo l’occasione anche per svelare la prima card che di fatto fa da apripista al provvedimento.

Tuttavia, se nei palazzi del governo si respira una grande euforia per l’introduzione di una delle misure più volute dal Movimento 5 Stelle, dall’altra c’è chi, come Inps e Istat, costringe gli italiani a fare i conti con la realtà. Secondo l’Istat, infatti, i percettori del reddito di cittadinanza non saranno affatto 5 milioni così come ha detto il governo, ma solo 2,7 milioni. L’Inps invece ha elaborato una stima ancora più bassa, parlando di una platea che non arriverà a superare le 2,4 milioni di persone. Numeri quindi molto lontani rispetto a quelli snocciolati dal governo.

Secondo l’Istat, a percepire il reddito di cittadinanza saranno soprattutto le casalinghe, e soltanto dopo i disoccupati. Il sussidio sarà erogato prevalentemente al Sud, per un importo medio di 5.045 euro l’anno. Ad usufruire del reddito di cittadinanza saranno soprattutto i cittadini italiani (81% circa), seguiti dagli stranieri (11,5%) e da famiglie miste di italiani e stranieri (7,8%).

Per quanto riguarda la fascia di età, il sussidio andrà a finire per lo più nelle tasche di coloro i quali hanno un diploma di scuola media, mentre i più penalizzati saranno i laureati e più in generale quanti hanno un titolo di studio piuttosto alto. In ogni caso, i single saranno i principali beneficiari della misura: secondo l’Istat, il reddito di cittadinanza andrà ai single nel 47,9% dei casi, mentre per l’Inps questa percentuale sarebbe persino oltre il 50%. Per loro si pronostica un sussidio medio annuo di poco più di 4mila euro.