Da una parte il governo in carica ha introdotto l’ecotassa sulle auto che superano un certo quantitativo di emissioni di Co2, ma dall’altra ha deciso di dare una grossa mano a tutti coloro i quali possiedono automobili particolarmente vecchie (che quindi inquinano parecchio). Nonostante queste scelte siano fortemente contraddittorie l’una con l’altra, cerchiamo comunque di capire come funziona il secondo punto, ovvero le agevolazioni previste sul bollo auto per le auto “di una certa età”.

La Legge di Bilancio 2019 ha confermato il dimezzamento del bollo per le vetture di età compresa tra i 20 e i 29 anni, mettendo di fatto le auto datate quasi sullo stesso piano di quelle storiche.

Il dimezzamento della tassa automobilistica d’ora in avanti riguarderà più in generale tutte le auto che hanno appunto tra i 20 e i 29 anni di vita a patto che sia stato loro riconosciuto un valore collezionistico o un interesse storico, e quindi viene anche preteso il possesso del certificato di rilevanza storica così come descritto dall’articolo 4 del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 dicembre 2009.

Si tratta di una misura piuttosto singolare, se non altro perché va in controtendenza rispetto a due paletti che sembrava fossero stati dettati dal governo: da una parte, l’intenzione di agevolare le auto meno inquinanti e di penalizzare quelle più dannose per l’ambiente; dall’altra il progetto di eliminare tout court il bollo auto per le auto storiche così come la Lega ha continuato a propugnare fino a qualche mese fa.

Fatto sta però che il governo questa misura l’ha approvata, e sul piatto, per finanziarla, ci ha pure messo 2,05 milioni di euro (che le associazioni del settore hanno affermato, in realtà, essere insufficienti).