Addio alle monetine da 1 e 2 centesimi di euro. Dal 1° gennaio 2019 la Zecca dello Stato ha cominciato a non coniarne più di nuove. In Italia ce ne sono ancora molte per un valore stimato di ben 7 miliardi di euro, ma la decisione è stata presa: col tempo, queste monetine finiranno per scomparire.

L’addio si tradurrà in un risparmio per le casse pubbliche davvero modesto, stimato in circa 1,87 milioni di euro l’anno, e non produrrà alcun tipo di effetto sull’inflazione. Qualche variazione dei prezzi di beni e servizi, però, potrebbe esserci, in quanto i negozi e più in generale coloro i quali “vendono” saranno portati ad applicare degli arrotondamenti.

I commercianti e gli esercenti hanno infatti il diritto di arrotondare l’importo finale nel caso dei pagamenti fatti in contanti. Il che significa che se una spesa è di 5,78 euro, l’arrotondamento potrebbe essere a 5,80 euro, e così via. Chiaramente questo discorso andrà applicato alle sole transazioni in contanti, in quanto i pagamenti effettuati con mezzi elettronici, quindi tramite bonifico, bancomat e quant’altro, di fatto non hanno il problema del centesimo in più o del centesimo in meno.

Non si tratta di una grande rivoluzione, ma parliamo comunque di un cambiamento di cui si parlava da tanto tempo e che di fatto non si era mai riusciti a far partire. Tra l’altro il progressivo addio delle monetine da 1 e 2 centesimi di euro comporterà anche una loro scomparsa dai nostri portafogli, rendendoci il tutto un po’ più semplice e comodo!

Come giustamente diceva Gian Paolo Angelotti, presidente degli alimentari di Confesercenti, “il centesimo non ha mai rappresentato uno strumento di pagamento nei negozi tradizionali”. “Queste monete – aveva precisato – sono scomode, occupano spazio e danno soltanto noia. Da noi si è sempre arrotondato l’importo per eccesso o per difetto proprio per evitare la scomodità del centesimo pendente”.