La maggior parte dei lavoratori dipendenti purtroppo non ha l’abitudine di guardare la busta paga che gli viene consegnata a fine mese. Eppure la busta paga non è soltanto il documento che attesta lo stipendio di fine mese, ma anche quello che racchiude elementi molto importanti come gli scatti di anzianità maturati, le tasse che vengono versate al fisco, ferie e permessi residui, quote di accantonamento TFR e così via.

Per quanto non siamo soliti prestare attenzione a tutte queste cose, in realtà sarebbe il caso di iniziare a farlo! Intanto perché in busta paga si trovano le trattenute Irpef, ovvero le tasse che paghiamo in quanto lavoratori dipendenti e che il datore paga in nome e per conto nostro (il datore in questo caso fa da sostituto di imposta). Generalmente queste trattenute variano a seconda della retribuzione percepita, e vigendo in Italia un sistema fiscale incentrato sulla progressività, chi più guadagna più paga.

Dopo di che ci sono i contributi Inps che in busta paga compaiono dietro la dicitura “contributi IVS” e che, come intuibile, non sono altro che i contributi che vanno pagati all’ente previdenziale per tutta una serie di ragioni (dalla maturazione della pensione fino alla maturazione dell’indennità di disoccupazione, e così via). Ma le trattenute non sono mica finite qua, anzi, oltre a queste due che sono in ogni caso le più importanti, va considerato che ci sono una serie di addizionali regionali e comunali che a seconda di dove si abita possono appesantire ulteriormente il carico fiscale che già grava sulla busta paga.

Nel fare un controllo minuzioso della busta paga, poi, bisogna anche dare un’occhiata alle ore ordinarie (ed eventualmente straordinarie) lavorate, nonché al fatto che i valori indicati sotto le voci relative a premi, ferie e permessi siano corretti.