Le osservazioni fatte dal Garante per la Privacy sulla fatturazione elettronica, che ricordiamo diventare obbligatoria anche fra privati a partire dal 1° gennaio 2019, potrebbe portare con sé una moratoria di 9 mesi sulle sanzioni. E’ questa la direzione che il governo sembra sia tentato di imboccare, o quanto meno questo è quanto ha affermato il sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci.

L’articolo 10 del decreto fiscale prevede che nei primi 6 mesi di applicazione della fattura elettronica fra privati, ovvero fino al 30 giugno 2019, non verranno applicate sanzioni qualora la fattura dovesse essere emessa in ritardo ma comunque nel periodo utile per la liquidazione periodica dell’IVA. Nel caso in cui l’emissione della fattura dovesse avvenire entro il periodo di liquidazione IVA seguente, a quel punto la sanzione si pagherà ma in misura ridotta dell’80% rispetto a quella che sarebbe dovuta essere la “normale” multa.

Ebbene, l’intenzione del governo è di potenziare questo “approccio soft” agli errori commessi con la fatturazione elettronica allungandone il periodo di validità da giugno a settembre. Il che significa che la moratoria sulle sanzioni potrebbe durare non più per 6 bensì per 9 mesi.

Per quanto riguarda le osservazioni mosse dal Garante per la Privacy, il governo, per voce del Mef, ha annunciato che è stato istituito un tavolo tecnico in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e l’Autorità Garante proprio per trovare soluzioni idonee affinché il meccanismo della fatturazione elettronica non vìoli le norme in materia di privacy.

Infine, fa notare il governo, “i rischi legati al coinvolgimento di alcuni fornitori di sistemi contabili e gestionali nella predisposizione dei software per la compilazione delle fatture, riguarda una fase del processo che non coinvolge l’Agenzia delle Entrate ma che è, semmai, regolata da contratti di natura privatistica (stipulati cioè tra l’intermediario che presta il servizio e il suo cliente).