L’economia tedesca è in calo, con una diminuzione dello 0,2% tra luglio e settembre, il doppio rispetto a quanto previsto dagli analisti. Non è certamente una buona notizia per l’Europa, considerando quanto la Germania abbia fatto da traino nella crescita economica continentale.

Indubbiamente, non hanno giovato le continue dispute globali commerciali, che hanno colpito l’industria automobilistica teutonica; questo dato di fatto è stato rimarcato dall’Ufficio federale di statistica, la quale ha affermato che il leggero calo del prodotto interno lordo nel trimestre precedente è dovuto principalmente allo sviluppo del commercio estero. Secondo calcoli provvisori, le esportazioni sono diminuite mentre le importazioni sono aumentate nel terzo trimestre del 2018 rispetto al secondo trimestre.

L’industria automobilistica tedesca ha generato 426 miliardi di euro di vendite lo scorso anno, di cui 228 miliardi legati ai veicoli esportati. In quanto tale, una riduzione del numero di esportazioni ha inciso negativamente sull’economia interna.

Il perdurare delle tensioni commerciali, a cui si uniscono le preoccupazioni relative alla Brexit, dovrebbero causare una lenta crescita dell’economia tedesca. Questa lentezza si estende anche al resto dell’Eurozona, con prospettive peggiori rispetto a quanto potrebbe accadere in Germania.

Molti economisti sono preoccupati dall’imminente uscita di scena di Angela Merkel come cancelliere. L’instabilità politica potrebbe ulteriormente interrompere i rapporti commerciali e sedare la fiducia degli investitori nazionali. Sotto la guida della Merkel, la Germania ha vissuto nove anni di costante crescita economica; il tasso di disoccupazione passò dal 12,6% all’inizio del suo mandato fino al 3,5% di oggi. L’attuale eccedenza di bilancio del 3% è la più grande del mondo. Il suo successore riceverà una pesante eredità.