Nonostante Lega e Movimento 5 Stelle avessero attaccato duramente la misura del canone Rai in bolletta, introdotta dall’allora governo Renzi, l’attuale esecutivo gialloverde ha voluto confermare la misura. La manovra prevede infatti il rinnovo della misura, che senza un intervento apposito come quello che si sta tentando di fare, sarebbe scaduta il 31 dicembre 2018. Il motivo è che il governo Renzi aveva varato questo provvedimento in via sperimentale, cioè per testarne gli effetti a 360 gradi.

Ciò significa, molto semplicemente, che il canone Rai continuerà ad essere accorpato alla bolletta dell’energia elettrica, nonché diviso in 10 rate da 9 euro l’una per un importo complessivo annuo di 90 euro. Rimane immutata l’esenzione per gli over 75 che dispongono di un reddito annuo inferiore a 8mila euro e per tutta una serie di casi specifici (come invalidi civili ospitati in una casa di riposo, agenti diplomatici e consolari e così via).

Il governo Renzi aveva accorpato il canone Tv alla bolletta elettrica per prevenire i fenomeni di evasione e perseguire così il concetto del “pagare tutti per pagare meno”: non a caso la misura si è rivelata un successo e ha consentito allo stesso governo Pd di abbassare l’importo dell’abbonamento Tv da 113 a 90 euro annui. Ma chi non ha una tv deve pagare ugualmente il canone?

La risposta è no, ma dal momento in cui c’è la cosiddetta “presunzione di detenzione”, per non pagare la tassa occorre effettuare una specifica dichiarazione. Chi ha l’utenza dell’energia elettrica ma non una tv deve inviare una dichiarazione sostitutiva di non detenzione, il cui modulo è reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Tramite questa dichiarazione si informa il Fisco del non possesso di un apparecchio televisivo e quindi si rientra di diritto nell’esenzione dal pagamento del canone. Attenzione però, perché questa comunicazione va trasmessa entro gennaio 2019 per godere dell’esonero per tutto l’anno; chi la fa dopo verrà infatti esonerato per il solo secondo semestre.