La manovra di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri e rifiutata da Bruxelles prevede, tra le altre cose, l’introduzione del reddito di cittadinanza. Questo strumento consentirà a chiunque di avere un reddito mensile non inferiore a 780 euro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un lavoratore, di un disoccupato o di un pensionato.

Tra le novità emerse nelle ultime ore relativamente al suo funzionamento, ce n’è una senz’altro molto importante. In pratica, il vice ministro dell’Economia, Laura Castelli, durante una manifestazione del Movimento 5 Stelle ha dichiarato che “il reddito intende diventare una misura capace di cambiare il modo di pensare”; “si tratta di una rivoluzione culturale”, ha detto. Ma esattamente in che modo il reddito di cittadinanza cambierà il paradigma? Molto semplicemente diventando “automatizzato”, non richiedendo più cioè che sia la persona interessata ad andare a chiederlo.

Castelli ha spiegato: “Non sarà il cittadino che dovrà andare a chiedere allo Stato di poter avere il reddito di cittadinanza, ma sarà lo Stato a venire da voi e a dirvi che avete diritto al reddito. Per troppo tempo questo non è successo, ecco perché parliamo di un nuovo paradigma. Lo Stato – ha continuato – d’ora in avanti ti prenderà per mano, ti accompagnerà e ti restituirà la dignità che hai perso; ti aiuterà a formarti e a trovarti un lavoro che non avresti mai immaginato di fare”.

Il governo, per il reddito di cittadinanza e per la riforma dei centri per l’impiego ha stanziato 10 miliardi di euro, cioè 9 per il Reddito e 1 per la riforma dei centri per l’impiego. “Abbiamo ancora molto lavoro da fare ma il reddito è una delle occasioni più importanti che siano mai state date a questo Paese. In tanti mi dicono, però, di temere che il reddito possa finire nelle mani di chi non lo merita, ma noi stiamo studiando proprio per evitare abusi e storture”.