Le banche in genere tollerano un conto corrente in rosso soltanto nell’ipotesi in cui il saldo negativo dovesse perdurare per qualche giorno. Nel caso in cui il problema dovesse prolungarsi, infatti, verrebbero bloccati prelievi, saldi, bonifici e pagamenti, perché di fatto non ci sarebbero soldi utili a coprire tali operazioni. Per evitare di vedersi inibire l’uso del proprio conto corrente, quindi, vale la pena stare attenti a non farlo andare “sotto”.

Per evitare che il conto corrente vada in rosso dovete ovviamente cercare di tagliare le spese, così da garantirvi un minimo di saldo positivo sopra. Se proprio non ci riuscite fareste bene a valutare la possibilità di sottoscrivere un fido bancario, ovvero una somma “di riserva” che interverrebbe ogni qualvolta si sfora la disponibilità effettiva del conto corrente.

Ovviamente per richiedere un fido, e quindi stipulare il contratto, dovrete essere consapevoli di due cose: che la banca vi chiederà determinati requisiti, e che questo strumento finirà per diventare una spesa in più da sostenere (in fondo le banche non prestano mica i soldi gratis!).

Una soluzione simile è rappresentata dalla carta di credito, il cui meccanismo, infatti, non è così diverso da quello del fido. O perlomeno non è diverso il principio che vi sta dietro. Tuttavia anche nel caso della carta di credito ci sono requisiti che la banca chiede e costi di gestione nemmeno tanto ininfluenti.

Ma una volta che un conto è andato in rosso, oltre all’impossibilità di usare il conto in tutte le sue funzionalità, cosa accade? Ciò che accade è che scattano interessi di mora calcolati su ogni giorno il cui il conto rimane in negativo, e se la situazione si protrae su diverse settimane, non è affatto esclusa la segnalazione, da parte della banca, alla Centrale Rischi, oltre alla naturale revoca di strumenti di pagamento quali carta di credito e libretto degli assegni.