Il governo, come noto, sta provando a varare una pace fiscale (che ha tutti i tratti del tipico condono) con l’obiettivo di legarla già alla prossima Legge di Bilancio. Se la cosa dovesse andare in porto, per chi ha accumulato bolli e multe da pagare ci sarà un gran bel risparmio.

Ad oggi né Lega né Movimento 5 Stelle hanno rilasciato dichiarazioni che potessero far pensare a una pace fiscale dal raggio d’azione ristretto, anzi, per quanto si è capito, questa misura sarà particolarmente ampia tanto da includere a sé diverse tipologie di inadempienze. Il che significa che il condono potrebbe riguardare anche multe, bollo e superbollo auto.

Non si è capito ancora benissimo in cosa consisterà questa pace fiscale, chi riguarderà, se risponderà o meno ad un importo massimo che il cittadino deve allo Stato, e così via. Quel che sembra certo è che se la misura dovesse passare, i cittadini, a seconda dei casi, potrebbero chiudere i conti col fisco pagando il 6%, 10% o 25% di quanto avrebbero dovuto pagare all’origine.

Si sta lavorando quindi ad una misura ancora più forte della già vigente rottamazione delle cartelle esattoriali che, ricordiamo, ha consentito e consente tuttora di saldare i debiti senza incorrere in alcuna sanzione o maggiorazione. La differenza sostanziale infatti sta proprio qui: se la rottamazione presuppone che il cittadino debba pagare comunque il suo debito, evitando tutt’al più di dover pagare interessi e sanzioni, la pace fiscale agirebbe invece sul debito stesso, di cui si potrà pagare appunto una piccola percentuale anziché l’intero ammontare.

Attenzione però, perché in tutto questo marasma, una cosa sembra essere certa: chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle e non ha comunque provveduto al pagamento delle rate previste, non potrà aderire alla pace fiscale. In pratica la pace fiscale non potrà esser vista come un’alternativa più conveniente per quanti hanno già aderito alle precedenti rottamazioni.