Atlantia affonda in Borsa e trascina giù con sé praticamente tutta Piazza Affari. Dopo le polemiche sorte con il crollo del ponte Morandi a Genova e l’annuncio del governo di revoca della concessione, in Borsa si è scatenato il caos. Atlantia, che è il gruppo che gestisce buona parte delle autostrade italiane, è andata incontro a un crollo azionario del 22,26%, che ieri ha portato a una chiusura a 18,30 euro per azione. Un colpo non da poco, dunque.

“Coloro i quali hanno in pancia titoli Atlantia sono sicuramente intimoriti, ma allo stato attuale consiglio di rimanere fermi, di mantenere il sangue freddo. Di non vendere. La botta infatti è ormai stata presa, per cui a questo punto ci sono buone possibilità di risalita. Al tempo stesso però non vale neppure la pena comprare perché ci sono troppi elementi di incertezza”, ha detto l’analista Massimo Intropido, fondatore e responsabile di Ricerca e Finanza, ai microfoni dell’Adnkronos. “Qualora dovesse esserci un indennizzo, la società riceverebbe parecchi soldi dallo Stato e avrebbe così le basi per potersi spostare in un altro Paese”.

Nel frattempo l’agenzia Standard & Poor’s ha annunciato di aver messo sotto attento monitoraggio il rating BBB+ di Atlantia e delle sue controllate Adr e Aspi. Questa decisione potrebbe fare da anticamera ad un taglio vero e proprio del rating. Un taglio che nel caso in cui dovesse essere varato, sarebbe frutto soprattutto della “difficoltà di quantificare le conseguenze operative e finanziarie di quanto è accaduto a Genova”.

Intropido ha fatto notare che al di là di tutto ciò, v’è un altro problema: “Le concessionarie del gruppo Gavio stanno procedendo al ribasso. C’è paura che possa arrivare una stretta di controlli su tutti i ponti e viadotti. Una sorta di giro di vite sulla sicurezza sarebbe senz’altro un bene, anche perché tutti andiamo in automobile, ma non si può fare a meno di pensare che la cosa finirà per avere ripercussioni in Borsa”.