“Stiamo pensando ad un inasprimento delle sanzioni per quanti usano lo smartphone mentre sono alla guida, fino all’eventualità di procedere col ritiro immediato della patente. Prima però bisogna intensificare i controlli e lavorare su una maggiore sensibilizzazione culturale, specie tra i giovani. Senza un cambio di mentalità, i risultati sarebbero tutto sommato parziali”. Questa la dichiarazione rilasciata dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli in un’intervista al Mattino, che ha dedicato ampio spazio ad un’inchiesta sugli incidenti causati dai cellulari alla guida.

Toninelli aveva già avuto modo di parlare di un inasprimento delle pene per quanti guidano col cellulare in mano, tanto che si sta ragionando ormai da un po’ di destinare maggiori risorse alla cosiddetta “cultura della sicurezza” e alle pubblicità istituzionali. Per il ministro, questa è infatti una battaglia che bisogna portare avanti senza se e senza ma: “E’ arrivato il momento di valutare una modifica al codice della strada. Ma dobbiamo anche investire sulla cultura della sicurezza stradale”.

Allo stato attuale, l’articolo 173 del Codice della strada specifica chiaramente che “è vietato al conducente l’uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze dell’ordine e dei Corpi di polizia. E’ permesso l’uso di tali apparecchi solo se in viva voce o se dotato di auricolare, a patto però che il conducente abbia adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie”.

Chi viola tali disposizioni, secondo sempre le regole attuali, è passibile di una sanzione amministrativa che può andare da un minimo di 160 a un massimo di 646 euro. La sanzione amministrativa si accompagnerebbe alla sospensione della patente di guida da uno a tre mesi nel caso in cui il soggetto dovesse venire colto in flagranza dello stesso reato nel giro di un biennio.