I nuovi tutor sono entrati in vigore soltanto da una decina di giorni – dopo che la Corte d’Appello di Roma mise fuori legge i vecchi apparecchi -, e già stanno seminando il panico in molti automobilisti. Il nuovo sistema elettronico di controllo della velocità, noto come SICVe-PM, è stato installato su 22 tratte autostradali, anche se il gruppo Autostrade per l’Italia ha già fatto sapere che si sta lavorando a un ampliamento delle tratte coinvolte.

“La differenza sostanziale tra questi nuovi tutor e quelli per così dire vecchi – ha spiegato Stefano Ferrara, vice questore della Polizia di Stato del ramo Polizia Stradale – risiede nel fatto che il sistema attuale lavora sulle immagini. Quindi l’individuazione della targa non è il presupposto, ma il risultato del procedimento”.

In pratica questi nuovi tutor fotografano tutta la parte posteriore del veicolo, il che presuppone che “quando l’incrocio dei dati basati sulle immagini porta allo stesso veicolo, a quel punto si procede con l’identificazione della targa”. In questo modo si sanano le difficoltà che si venivano a creare nel caso di targhe non perfettamente leggibili, magari perché sporche o rovinate. Inoltre il fatto che si riconoscano per bene i vari veicoli, come bus o tir, “permetterà una contestazione più precisa, visto che ci sono limiti di velocità di versi da veicolo a veicolo”.

Sulla possibilità che i nuovi tutor possano anche riuscire a risalire alla regolarità nel pagamento del bollo auto, invece, nulla di fatto: “Il tutor – ha spiegato Ferrara – risponde alle norme vigenti che vogliono che lavori esclusivamente sull’accertamento delle violazioni riguardanti il superamento dei limiti di velocità”. Pertanto no, i nuovi tutor non avranno nulla a che vedere con indagini inerenti la regolarità del bollo auto.